I ROSATI TIOLICI

COME GARANTIRE LA STABILITÀ AROMATICA E DEL COLORE

Rosati, un mercato dalle mille sfumature che negli ultimi anni ha registrato vendite record e un tasso di crescita senza precedenti. All’origine di questo successo c’è la capacità dell’enologo di identificare il profilo del prodotto vinificato, sia per quanto riguarda il colore che il profilo aromatico.

I vini rosati aromatici tiolici

Questa tipologia di rosati è sempre più apprezzata dai consumatori. Si tratta di vini che possono essere elaborati partendo da gradi di maturazione delle uve che permettono di preservare i precursori aromatici di questi composti. Parliamo quindi di raccolte precoci che favoriscono la freschezza e che consentono di dare origine a vini con precursori aromatici e dal grado alcolico equilibrato.

La stabilizzazione dei vini rosati tiolici nel tempo

La stabilità di un vino rosato dal punto di vista qualitativo deve fare leva su un aspetto fondamentale, che è la riduzione dei livelli di acidi fenolici, presenti nella buccia ed all’interno dell’acino. Questi composti, che singolarmente non costituiscono un problema, possono rappresentare un pericolo quando si legano all’acido tartarico per la produzione degli esteri, fenomeno che ha un impatto negativo esiguo sul colore ma elevato sull’aroma.

La chiarifica dei vini rosati tiolici con i prodotti AEB deve essere personalizzata per ogni famiglia di mosti in cantina e ha lo scopo di rimuovere il più possibile i composti fenolici che compromettono la qualità del vino finito e la sua shelf life.

In questo senso, l’impiego di carboni decoloranti è considerato come il più impattante a livello chimico ma anche qualitativo. I carboni, infatti, se non dosati con particolare attenzione, possono impoverire il mosto di precursori aromatici compromettendo irrevocabilmente la qualità degli stessi. Tutto dipende dalle varietà con cui si lavora e dall’andamento delle maturazioni.

 

Nell’esaltazione massima dei sentori legati ai tioli, è necessario svolgere una chiarifica molto precisa, portando il mosto a NTU di fermentazione tra circa 80 e 100, torbidità ideale per la formazione di tioli in varietà dove la presenza dei loro precursori è limitata. Consigliamo infine di aggiungere MICROCEL se durante la FA ci si rende conto che la dose usata non è stata sufficiente per rimuovere i composti indesiderati.